Consulenti clientela nelle F.S.Giovanni Cardi

Prefazione di Antonello Cini

Fra questi ricordi ferroviari 1970-1980 di ” Giovanni Cardi consulente della clientela ” del compartimento di Firenze, in quanto percorsi di lettura etnografica di una storia di vita vissuta nelle F.S. e quindi di valore antropologico, inserendo questo scritto nel mio sito perché possa essere conosciuto, vi aggiungo questa prefazione.

L’amico consulente Giovanni Pulichino del Compartimento di Venezia, aveva riscontrato che su Wikipedia F. S. non era inserita la voce dei “Consulenti della Clientela”. E’ riuscito ad inserirla, anche se condizionata ad un breve accenno.(Le F.S. dal dopoguerra al 1985 7° capoverso) . Nello stesso tempo aveva invitato Giovanni Cardi a descriverne la storia.

Uno scritto relativo a fatti, ricco di particolari, con colpi di scena all’interno ed all’esterno delle F. S., tanto da farlo apparire a distanza di tempo un’avventura, con personaggi in conflitto fra loro e sempre divisi fra “buoni” e “cattivi”.

Come precisato da Cardi, non essendo egli presente sui social, questo documento e’ stato ospitato nel mio sito allo scopo di far conoscere questa narrazione in cui furono gettate le basi dell’attuale trasporto ferroviario merci.

Per ragioni di salute, ho cessato di rispondere ai commenti nel sito.

Spero che il documento susciti un qualche interesse sia nei vecchi che nuovi colleghi e quindi ne possa nascere una corrispondenza fra noi.

Pertanto, per qualsiasi cosa, vi invito a contattare Giovanni Cardi ai suoi riferimenti descritti in calce al documento.

ANTONELLO CINI Consulente di Firenze.

STORIA DEI CONSULENTI DELLA CLIENTELA PER II TRAFFICO MERCI DELLE FERROVIE DELLO STATO

– Nascita – finalità – esiti

Il cinquantenario dell’istituzione dei “Consulenti della clientela per il traffico merci delle F.S.” (I970 — 2020), dei quali feci parte fin dall’inizio, mi ha suggerito di scrivere queste righe a beneficio dei consulenti ’’superstiti”, dei ferrovieri “datati” e moderni e comunque quale testimonianza e ricordo nel tempo di questo esperimento.

Difatti, nonostante le difficoltà incontrate e l’impreparazione della struttura e dell’organizzazione ferroviaria dell’epoca, fu un impor­tante e dirompente avvenimento, tale da prefigurare, in prospettiva, una totale riorganizzazione ferroviaria in forma moderna e mercatisti­ca; in parte e nonostante tutto, riuscita.

I consulenti, già presenti in altre Ferrovie Europee, nelle F.S. nacque­ro nel 1970 a seguito di un “BLUFF”.

Durante una riunione internazionale dei Dirigenti delle Ferrovie Euro­pee, all’allora Direttore del Servizio Commerciale e del Traffico F.S. , fu chiesto se anche in Italia erano presenti ed in quale forma si pote­va iniziare una collaborazione. Per superare l’imbarazzo, dato che le F.S. non prevedevano questa funzione, fu risposto che erano in corso di istituzione e quindi dando per avvenuta la loro nascita, che vicever­sa, si concretizzò soltanto successivamente.

I consulenti dovevano essere giovani Capi Gestione (non oltre 30 anni), ma con sufficiente esperienza di servizio, diplomati o laureati, segna­lati dai titolari delle maggiori gestioni merci compartimentali e quindi considerati fra i migliori elementi.

La visita attitudinale di uno specialista psicologo attestò l’esisten­za delle caratteristiche richieste.

Fu istituito un corso di formazione a Roma della durata di due mesi (Giugno – Luglio 1970) e ripetuto l’anno successivo. Fu tenuto da valenti professionisti privati Dott.ri GUSTAVO RONCALLI e FULVIO UBALDINI specialisti in Pubbliche Relazioni, Marketing e Strategie Aziendali e con la partecipazione di altri specialisti in altre attività Aziendali: ARMANDO TESTA (Pub­blicità), G. LUIGI GIANNI (Direttore Marketing PHILCO FORD), ENRICO GATTI (Marketing), DOMENICO ORLANDI (Venditore); nonché da Funzionari del Servizio Commerciale e del Traffico per le materie ferroviarie. L’esperienza fu scioccante, ma sicuramente interessante.

La scoperta delle Leggi del Mercato, delle strategie aziendali di vendita, la cura del cliente ante e post vendita, il controllo operativo delle attività di vendita e consulenza, le attività di Pubbliche Rela­zioni per la fidelizzazione del cliente, la ricerca ed il contatto con il cliente, rispetto alla passività della sua attesa, ecc…ebbe­ro un enorme impatto su di noi che provenivamo da un’Azienda la cui organizzazione era regolata da rigidi e sacri Regolamenti aziendali auto promozionali, senza la minima considerazione delle esigenze del cliente e delle regole del mercato.

In sostanza acquisimmo la mentalità rivoluzionaria della necessità di promuovere l’utilizzatore del trasporto ferroviario da UTENTE a CLIENTE! Fu un flash sconvolgente, ma estremamente stimolante e coinvolgente.

Il dispiegarsi del corso, fu per noi una continua assimilazione di no­zioni, argomenti, strategie, ecc., che modificarono notevolmente le nostre conoscenze, accrescendo e sviluppando motivazioni ed entusiasmi. Il corso fu concluso in forma solenne alla presenza del Direttore Ge­nerale (Ing. FIENGA), del Direttore del Servizio Commerciale e del Traffico (Dott, Targia), del Capo del 1° Ufficio C.T. (Dott. FERRETTI MAURO nostro massimo referente, dei Funzionari del Servizio C.T. e dei docenti interni ed esterni.

L‘inserimento operativo dei “magnifici trenta FERRETTI BOYS” nei vari Compartimenti, avvenne con il massimo entusiasmo da parte nostra. Purtroppo si verificò un’immediata difficoltà. Fummo percepiti come guastatori, corpi estranei che avrebbero disturbato l’ordinario an­dazzo della burocrazia imperante. I Funzionari locali, in genere, fe­cero ben poco per agevolare il nostro inserimento al fine di avviare una corretta operatività interna ed esterna, per il conseguimento degli obiettivi che il corso ci aveva insegnato ed affidato.

Gli inizi furono molto difficili e occorse molto tempo perché le pro­cedure iniziassero ad avere un minimo di efficienza. In alcune sedi, addirittura, fu impedito ai consulenti di operare e furono parcheggia­ti in qualche ufficio, praticamente senza compiti.

Purtroppo neanche la Sede Centrale di Roma intervenne in modo efficace. Ci volle tutto il nostro entusiasmo e determinazione per conquistare nel tempo la nostra autonomia ed operatività.

L’incomprensione e la colpevole sottovalutazione da parte della Diri­genza locale dello strumento a disposizione, utilizzabile come mezzo di penetrazione verso il mercato, fortunatamente fu superata dalla sorprendente, inaspettata, gradita e partecipata accettazione dell’ini­ziativa da parte della clientela.

Fu soprattutto questo fatto a gratificarci ed a garantirci una dignità operativa all’interno e nel tempo, anche un coinvolgimento sempre mag­giore dei colleghi degli altri uffici specializzati nei vari settori. Fiorirono articoli di giornale di pubblicizzazione del nuovo servizio offerto, aumentò il gradimento della clientela che richiedeva in misu­ra crescente il contatto con i consulenti, crebbe la conoscenza gradua­le da parte nostra delle problematiche connesse al trasporto, agevolan­do quindi la soluzione dei vari problemi; fu conseguita una migliore utilizzazione del mezzo ferroviario tramite la spiegazione del servi­zio e delle varie opportunità da esso offerte e non sempre colte dal cliente, ecc

Altro importante ed innovativo risultato raggiunto fu, per alcuni di noi, il nostro inserimento ufficiale negli organismi istituzionali del mercato. Esempio avvenuto nel mio Compartimento di Firenze: Al Porto di Livorno – grande bacino di produzione di traffico ferroviario – fui accreditato ufficialmente come rappresentate delle F.S presso le Autorità Portuali, Associazioni di Categoria, Sezione Marittima della Camera di Commercio, Organo Direttivo dell’Azienda Mezzi Meccanici del Porto, Direzione Compagnia Portuali, partecipando ufficialmente a tutte le loro riunioni.

Analogo risultato fu conseguito dall’altro collega per il Porto di La Spezia.

L’importanza dell’iniziativa è rappresentata dal fatto che per la pri­ma volta la ferrovia era presente organicamente all’interno della struttura privata, dove nasceva la produzione e quindi la necessità del trasporto merci.

Cioè, a fronte dell’anticipazione della conoscenza delle necessità del­la clientela, per conseguenza fu ottenuta una migliore e più razionale offerta del materiale ferroviario per il trasporto. Quindi un primo tentativo di PRENOTAZIONE E PROGRAMMAZIONE DEL TRASPORTO FERROVIARIO MERCI.

Lo sviluppo dei contatti aumentò il gradimento della clientela. Ricor­do un aneddoto che lo conferma. In occasione di uno dei numerosi e ripetuti incontri con le Aziende, da me organizzati, il Direttore Ge­nerale di una grande Società internazionale di produzione, presente l’intera Dirigenza ferroviaria compartimentale, così si espresse: “Nonostante la ferrovia, al momento non brilli per efficienza e modernità, la fac­cia gioviale e sempre disponibile del consulente, spesso compensa e supera il problema; l’aver portato la conoscenza del servizio ferro­viario fuori dalla torre d’avorio e direttamente in casa del cliente, di per se migliora il rapporto di conoscenza e prefigura un futuro ammodernamento della ferrovia, foriero di maggiore efficienza”.

Questi iniziali successi, naturalmente ci diedero coraggio e maggior entusiasmo, ma ottennero anche un altro importantissimo risultato: Il progressivo coinvolgimento dei vari colleghi degli altri uffici e della Dirigenza compartimentali, al nuovo modo di concepire il servizio sempre più rivolto al mercato e non al mantenimento dello status quo. In sostanza i consulenti eb­bero l’ulteriore merito di fare “consulenza” anche all’interno della struttura ferroviaria, molto spesso con risultati non indifferenti.

Ciò si presta, però, ad un’amara riflessione; ossia la constatazione che l’intera struttura ferroviaria e soprattutto la Dirigenza compartimentale, erano completamente impreparati all’innovazione e non pronti a recepi­re la necessità di un moderno ed indispensabile diverso modo di approc­cio al mercato.

La nascita dei consulenti avrebbe dovuto essere contemporanea, se non addirittura preceduta, da una totale modifica della struttura, da un miglioramento della stessa e da un’analoga preparazione del personale dirigenziale.

Si consideri che all’epoca il Servizio Movimento (carri ferroviari e circolazione treni) e Servizio Materiale e Trazione (gestione locomo­tori e macchinisti) erano nettamente prevalenti come importanza rispet­to al Servizio Commerciale e del Traffico e quindi “davano le carte”. L’innovazione avrebbe dovuto capovolgere la struttura in quanto in un’Azienda esposta al mercato, è l’aspetto commerciale ad essere prevalen­te, i servizi tecnici si adeguano.

Fece eccezione l’istituzione da parte dell’Ufficio Movimento e Materiale e Trazione, del “binomio di carico” il cui scopo era quello di informare la clientela per un corretto carico delle merci sui carri, quindi rivolto all’esterno, in analogia alle finalità dei consulenti della clientela.

In sostanza l’innovazione non fu inizialmente elaborata e preparata dall’Azienda F S , bensì scontava l’improvvisazione della nascita a seguito del “BLUFF” richiamato all’inizio.

Non fu colta immediatamente la sua importanza, fra l’altro avvenuta nel periodo di grande difficoltà del trasporto ferroviario merci a causa della carenza del materiale ferroviario – spesso obsoleto – e dei mezzi di trazione e macchinisti, a fronte di un’intensa aggres­sività del trasporto su gomma, molto più duttile, specializzato ed assolutamente concorrenziale anche nel costo.

Nel tempo ho pensato che l’avvento dei consulenti abbia comunque aperto la strada e fatto da anello di congiunzione alla riforma del­le F S iniziata negli anni ottanta e poi completata con la privatiz­zazione .

E’ da considerare infine che l’innovazione ottenne comunque un ulte­riore risultato di notevole importanza: significativa acquisizione di traffico merci ed una riqualificazione dello stesso.

Puntammo sullo sviluppo dei Containers e del trasporto combinato, dai quali ebbe incremento il trasporto intermodale, con la nascita degli interporti voluti dal dottor Mauro Ferretti ; sullo sviluppo del tra­sporto a treno completo; sulla specializzazione del trasporto e sul­l’informazione continua alla clientela.

Conseguentemente furono incentivati gli ausili alla specializzazione dei traffici, quali: Sviluppo dei raccordi ferroviari col prosegui­mento dei binari all’interno delle Aziende; Sviluppo del Carrello Stradale per il trasporto del carro ferroviario dalla stazione al do­micilio del cliente, agevolando e quindi acquisendo il traffico pro­dotto in zone industriali decentrate dalla ferrovia e pertanto appan­naggio quasi totale del trasporto su gomma ; Incentivazione alla co­struzione di carri privati specializzati utilizzati da grandi azien­de ; Convenzioni tariffarie agevolate in presenza di precisi e concor­dati impegni di traffico, ecc.

Tutto ciò facilitato anche dalla presenza del consulente all’interno del­le strutture pubbliche e private come in precedenza ricordato.

Infine integrazione e stretti rapporti fra consulenti dei vari Com­partimenti propedeutici alla conoscenza dei vari problemi ed alla loro soluzione, mediante ripetuti incontri nazionali e corsi di aggiornamento con i docenti interni ed esterni.

A conclusione posso aggiungere che l’operazione consulenti fu un pe­riodo di grandi visioni, di obiettivi ambiziosi, di molti successi professionali e di grande apprezzamento della clientela.

Un periodo, per quanto mi riguarda di dieci anni, di impegno al mas­simo del coinvolgimento professionale ed emotivo, per poi passare ad altre funzioni. Indubbiamente sono stati i migliori anni che ricordo in tutta le mia carriera professionale.

Ho ritenuto di ricordare l’anniversario della nascita dei consulenti, convinto che fosse giusto lasciare testimonianza di un’istituzione che senza dubbio fu un successo ed un netto miglioramento dell’imma­gine ferroviaria.

Il tempo passato è notevole ed i ricordi in parte sbiaditi e quindi può darsi che nella narrazione emergano degli errori ed imprecisioni di dettaglio ed anche alcune omissioni per dimenticanza, ma sostan­zialmente il racconto è corretto.

Credo che i consulenti abbiano esaurito la loro funzione a fine anni ottanta con la privatizzazione e trasformazione dell’Azienda “FS“. Non sono a conoscenza dell’attuale evoluzione del trasporto ferrovia­rio merci, di come si svolga e se esista una funzione equivalente a quelle dei vecchi consulenti delle clientela.

Spero che qualche consulente “superstite” aggiunga sue considerazioni ed integrazioni a questo testo; come pure gli “attori” dell’attuale trasporto merci ferroviario possano interloquire con quanto esposto ed eventualmente prendere spunto per l’istituzione di analogo servizio, ovviamente in forma moderna, se ritenuto utile allo sviluppo dei traffici.

Potrebbe nascere una corrispondenza fra di noi, per ricordare partico­lari, aneddoti ed esperienze vissute, nonché ipotizzare proiezioni future.

Resto a disposizione.

GIOVANNI CARDI ex consulente del Compartimento di Firenze.

N.B. Non utilizzando i Social, i miei riferimenti sono i seguenti:

Tel. 0557323344 – Cellulare 335472633

e-mail giovannicardi35@gmail.com – WhatsApp – Skype

Consulenti Clientela: I tre moschettieri di Antonello Cini

Raccogliendo l’invito dell’amico consulente Giovanni Cardi e scorrendo la lettura della sua storia mi viene da ricordare il romanzo i tre moschettieri di Alessandro Dumas, del quale cerco di parafrasarne i personaggi:
La regina, con le F.S.; La corona della regina, con le condizioni e tariffe trasporto merci (C&T):; I puntali di diamante della corona, con gli articoli ed allegati delle stesse condizioni e tariffe; il Duca di Buckingham con il dott. Ferretti, autorità autorevole, ma non solo funzionale, come invece era da considerare il cardinale Richelieu volto soltanto a mantenere la burocrazia e lo status-quo, assieme alle sue agguerrite guardie individuabili nei Capi Uffici Commerciali e del Traffico compartimentali, i quali esercitando il loro potere di delega lo trasferirono di volta in volta ai Capi Divisione Merci o Capi Sezione Merci, sotto le cui direttive vennero collocati i neo abilitati Consulenti della clientela.

Questa impostazione compartimentale, assieme alla burocrazia presente in tutti i settori ferroviari, pose seri limiti all’attività dei consulenti in relazione sia alla quantità ed alla qualità delle visite e dei relativi esiti i quali non ebbero seguito a livello compartimentale se non come eccezione.

In analogia al fatto che la Regina, come aveva disposto il cardinale Richelieu, con la sua pletora di seguaci, dovesse conservare e mostrare tutti i 12 puntali di diamante della corona, così nelle F.S i custodi della burocrazia volevano mantenere inalterati tutti gli art.li delle C&T e la burocrazia che ne derivava. Viceversa i consulenti misero in dubbio il puntale, ovvero gli art. 91 e 92 delle C&T, i quali assegnavano al cliente la facoltà di scelta del giorno desiderato per la richiesta del carro , del carico e del successivo trasporto.

Questa situazione imponeva allo Ufficio Movimento di approntare la assegnazione dei carri richiesti, senza la possibilità di poter predisporre una preventiva programmazione. Questa posizione subordinata alla richiesta del cliente comportò un rallentamento degli inoltri ed al mancato rispetto dei termini di resa dei trasporti stessi. Di fronte a tale circostanza, i consulenti posero alla attenzione delle F.S. “La teoria delle code“, in base alla quale il servizio sarebbe dovuto avvenire previa programmazione da parte delle F.S. ed in collaborazione con le richieste dei clienti, secondo il principio che l’attesa del trasporto doveva porsi al di fuori della stazione, operazioni queste tutte precedenti alla assegnazione del carro stesso.

Oggi è teoria praticata anche nei negozi con lo strumento che distribuisce i numeri per gestire gli accessi e proprio in periodo di pandemia è usato per evitare gli affollamenti.

Allora fu anche consigliata la concentrazione dei carri idonei al trasporto dei contenitori a Livorno Porto Vecchio, avendo avuto il consulente la notizia che l’organizzazione portuale era in grado di anticipare la conoscenza dei carichi e la destinazione finale degli stessi sulle navi portacontainers in arrivo e quindi determinare la necessità quantitativa dei carri da assegnare. Segnalazione che l’organizzazione ferroviaria dell’epoca non era in grado di prendere in considerazione.

Per diverso tempo, per fare economie furono disabilitate alla notte diverse stazioni e furono anche tolte ai treni merci le squadre di scorta del personale viaggiante, a prescindere dalla composizione per la destinazione dei carri, tenendo solo conto della direzione nord, sud.

Queste circostanze aggravarono la situazione già precaria dei trasporti. Si dette il caso di un treno completo di 2000 ton, giunto a Modane dalla Francia e diretto a Massa con prodotti da essere lavorati come unica ed intera commessa. Per la differente prestazione fra Modane ed Alessandria Smistamento, da Modane proseguivano due treni completi ciascuno dei quali però lasciava due carri. Mentre i due treni completi giungevano a Massa, i 4 carri in seguito proseguivano per Pisa San Rossore, da dove giunsero la prima volta a Massa dopo due mesi.

La ditta destinataria di Massa si rivolgeva al suo consulente ogni qualvolta era venuta a conoscenza della spedizione di un treno di 2000 ton. Venne valutata la situazione nei dettagli e fu trovata la soluzione con la collaborazione del capo stazione primo aggiunto di Alessandria Smistamento, il quale disponeva il posizionamento dei 4 carri destinati a Massa in testa al treno Alessandria Smistamento/Pisa San Rossore dopo aver ricevuto la notizia della presenza al treno del personale viaggiante, acquisita questa informazione presso ll Reparto P.V. dell’ Ufficio Movimento Compartimentale .

I tre moschettieri, interpretati dai Consulenti volevano sostituire solo due puntali dei dodici, ovvero quelli della” utenza con clientela” e” prenotazione-programmazione del trasporto ferroviario merci “, sulla base dei nuovi principi nel settore della organizzazione aziendale in buona misura proveniente da oltre oceano, USA, individuabili genericamente nel marketing aziendale e pubbliche relazioni, per la gestione del cliente.

Concludo questa fantasiosa ricostruzione ravvisando, nei tre moschettieri di Dumas dell’U fficio commerciale e Traffico di Firenze, in: Giovanni Cardi con Dartagnan per la sua determinazione e pronto a qualsiasi scontro; Piero Aiuti, detto il conte, con il nobile Athos; Piero Bargioni con l’irruento Phortos, sempre pronto a difendere i deboli anche con i suoi servizi alla Misericordia – entrambi i Piero purtroppo deceduti precocemente -; Antonello Cini detto il dottore, con il colto Aramis.

Questa metafora cerca di esplicitare i ricorrenti conflitti e mettere in evidenza il paradosso nell’organizzazione aziendale, ordinata in forma gerarchica, che tendeva a rifiutare la posizione di staff considerandola un corpo estraneo.

Antonello Cini Consulente compartimento di Firenze

Comunicati del covid 19 a mezzo dati grafici statistici in modo da rendere più responsabili i cittadini.

Comunicati del covid 19 a mezzo dati grafici statistici in modo da rendere più responsabili i

A fronte di queste inqualificabili situazioni, specie di giovani, i quali, con questi comportamenti, rendono i contagi più diffusi, queste informazioni potrebbero portare loro ad una più ragionevole pacatezza e responsabilità.

Occorre operare un cambiamento di passo ancora nella comunicazione dei numeri comunicati finora in modalità sintetica in modo da rendere rendere consapevole tutti i cittadini indipendentemente dalle età.

Occorre un cambiamento di passo nella comunicazione in modalità analitica per rendere consapevole tutti i cittadini indipendentemente dalle età . 

In rete si ritrovano alcuni grafici statistici senza alcun cenno alle piramidi.

Una chiara esemplificazione sull’utilizzo dei grafici a mezzo statistiche delle piramidi sono comprensibili dalla illustrazione del presidente Giuliano Amato

L’Istat in occasione del censimento elabora con grafici chiamati piramidi in modo da eseguire confronti di situazioni evolutive di 10 anni in 10 anni di età.

Quindi perché non farle per le variazioni della pandemia?

Questi elaborati pubblicati perché no, anche giornalmente e se del caso regione per regione, suddivisi in classi di età e di genere, potrebbero come dire, senza terrorizzare, rendere informati i cittadini residenti che le scelte a livello di governo e regione non hanno alternativa e sono ineluttabili.

Questi elaborati pubblicati perché no anche giornalmente e se del caso regione per regione, suddivisi in classi di età e di genere, potrebbero come dire, senza terrorizzare, rendere informati i cittadini residenti  che le scelte sono ineluttabili

Avere una serie storica per classi di età potrebbe tornare utile a possibili vaccinazioni qualora per i vaccini si trovassero di differenti validità relativamente alle fasce di età.

I vaccini non sono tutti uguali

Depliant invito intervista del 23 febbraio 2021

Ai lettori che mi hanno inviato oltre 500 commenti in lingua inglese voglio segnalare la recente intervista su YouTube fatta e ripresa dall’ associazione senese per la salute a chi ha diretto per molti anni l’Istituto Sclavo, noto per gli studi e ricerche svoltovi da Sabin per realizzare il vaccino antipolio, e poi prof. Unisi Paolo Neri a cui ho manifestato il mio consenso e ringraziamento con tre aggettivi ( Pragmatico, culturale ed etico ) :

i vaccini non sono tutti uguali.

Covid : Codogno un anno dopo.

Questa non è un commemorazione, perché non c’e’ alcuna cosa da commemorare, se non fare delle dei bilanci che orrendamente si chiudono con migliaia di decessi.
A Codogno un anno fa, a seguito di aver trovato il paziente uno, per intervento del sindaco fu dichiarata la prima zona rossa in Italia alla stessa stregua dell’iniziativa cinese a Wuhan.
https://www.la7.it/piazzapulita/video/buckley-nyt-wuhan-e-una-citta-blindata-gli-eroi-sono-i-medici-31-01-2020-305019
Anche in Italia i medici affrontarono il covid a mani nude i primi interventi per mancanza di strumenti di protezione individuale causa il mancato aggiornamento del piano antipandemico dal 2006.

Si fa affidamento che la magistratura prenda i provvedimenti contro questi colletti bianchi colpevoli di strage che hanno voluto risparmiare oltre il dovuto sugli investimenti sulla salute.

Come la politica cerca ancora una volta di coprire errori e colpe

Draghi next generetion.ue a favore del PIL

La questione economica degli investimenti è talmente complessa per le interazioni interne agli stati ed esterni ad essi che sarà bene rendersene conto attraverso queste interessanti domande e risposte.

l’effetto Draghi si vede sui valori dei titoli e di conseguenza sulle banche. Queste ultime sotto la duplice forma di amministratrici dei titoli finanziari e di cessioni di credito alle e pronto ad intercettare attività reali.

Draghi avendo la piena fiducia della Lega, con Salvini sempre in campagna elettorale pronto ad intercettate le paure degli elettori, potrà accedere al MES finanziario se lo crederà più’ conveniente in termini di interesse nei confronti dei prestiti del next generation.ue. In quanto saranno proprio le prossime generazioni a dover ripianare I debiti e gli interessi su questi. Quindi draghi dovrà investire in base alle indicazioni europee ma anche in iniziative sia private sia pubbliche che direttamente e indirettamente possano dare un incremento al PIL. Perché sarà proprio questo a permettere il rimborso dei capitali con relativi interessi ricevuti a prestito dalla UE.

Da Draghi ci aspettiamo l’utilizzo moderato del next generation.ue su investimenti di certa remunerazione proprio perché la next generation sara chiamata a rimborsare debiti ed interessi , In questa ottica chiedere alla Eu di risolvere il gli stessi paradisi fiscali alimentano mafie la loro criminale attività.

In tema di fisco si spera che Draghi possa ridurre l’ evasione ed elusione fiscale e far si che il pagamento delle imposte sia progressiva e non piatta come richiesto dalla destra.

Spreco zero

La giornata del 5 febbraio 2021 ricorda lo spreco alimentare che seguo con estremo interesse da quando il prof. Andrea Segre si interessò alla soluzione del problema. Oggi grazie a questa iniziativa prodotti alimentari in scadenza anziché finire nelle immondizie forniscono alimentazione ai sempre più numerosi italiani che ricorrono alle associazioni caritatevoli per sopravvivere.

Spreco zero è il sito che intendo condividere perché ricordo quale discendente da famiglia contadina a contratto di mezzadria in base al quale se erano allevati dei maiali destinati alla vendita con il ricavato al 50% uno di questi era riservato per essere macellato per alimentare la famiglia contadina del periodo fascista i cui componenti erano mediamente non meno di venti persone Proviamo a fare un calcolo es kg. 100 : 20 = 5 kg di carne magra e grassa per un anno a ciascun componente la famiglia.

Da qui il detto del maiale non si butta via niente.

Prendo l’occasione per focalizzare l’utilizzo della plastica senza spreco con conseguenze irreversibili come le isole numerose ed estese isole di plastica. Per meglio comprendere la situazione attuale e farsi consapevoli che occorre in ogni modo arrestare questo’ accumulo di rifiuti plastici.

Massima importanza è o meglio sarà l’atteggiamento di ognuno di noi nella scelta degli acquisti quotidiani a cominciare dagli acquisti di noi consumatori.

Contenitori in alluminio riciclabili

Tuttavia anche la politica in questa situazione potrebbe fare un’azione determinante, nel senso di poter a cominciare con l’IVA a privilegiare gli asporti alla spina ovvero senza imballaggi, oggi limitati a negozi di nicchia.

E mia idea di formare un gruppo su Facebook per sensibilizzare la O. P. e di conseguenza la politica alle soluzioni per ridurre la plastica.

Si invitano le persone ad iscriversi al gruppo free plastic senza plastica su Facebook

UNISI Il prof. di semeiotica Giovanni Manetti va in pensione

Unisi Il prof. di Semeiotica Giovanni Manetti va in pensione.

La collega di corso Veronica di Leonardo ha voluto ricordare su Facebbok l’avvenimento con questo post.
Io ho voluto lasciare questo commento:
Io a 76 anni presi 18 e lo misi assieme al ricordo di un  altro 18 preso a diritto commerciale, nel 1962, dopo 2 ore di interrogazione da parte dei due assistenti, seduti a lato del professore, i quali si erano accorti che non avevo aperto il codice civile e non aver mai assistito ad una lezione del prof. Mauro Ferri. Una volta uscito dalla porta, fu tanta la gioia che lanciai il libretto in aria e prima che ricadesse in terra sul piazzale  della Sapienza di Pisa, con un gran calcio lo rispedii in aria al grido diciotto diciotto. Allora il codice civile non entrava proprio nella borsa da capo treno, piena zeppa di fascicoli di servizio, con la scatola dei petardi, la pila e la bandiera rossa, ed il manuale del diritto commerciale vi entrava a fatica, come prima vi era stato il libro di diritto privato, poi quello pubblico…. Al tempo era il turno del manuale del diritto commerciale che doveva esserci perché mentre i colleghi giocavano a carte durante gli intervalli fra un servizio e l’altro io preferivo studiare. Per l’esame di geografia economica, esame biennale, ricordo di aver portato un libro alla volta dei sei. Dovetti ogni giorno cambiarne uno.
Io non ebbi timore del carissimo prof. Giovanni Manetti  perché non era diverso se non migliore, dai professori avuti a Pisa con tutti gli esami superati prima del 68. Tantissimi auguri e lunga vita perché ho verificato che anche in pensione si può continuare a studiare. Un abbraccio caro professore da Antonello Cini 

LEGGERE PER NON DIMENTICARE LA MEMORIA

GIORNATA DELLA MEMORIA: OLOCAUSTO DEGLI EBREI E NON SOLO

  • [Sulla deportazione degli ebrei nei campi di concentramento] Tutti lo sapevano, da quattro o cinque anni. Tutti lo sapevano. Lo sapevamo noi! Io e mia moglie l’abbiamo visto a Belgrado, abbiamo cominciato a vederlo a Belgrado. Nel 1941.
    (Giorgio Perlasca)
  • Devo dire che l’esperienza di Auschwitz è stata tale per me da spazzare qualsiasi resto di educazione religiosa che pure ho avuto. […] C’è Auschwitz, quindi non può esserci Dio. Non trovo una soluzione al dilemma. La cerco, ma non la trovo.
    (Primo Levi)
  • Sarà bene ricordare a chi non sa, ed a chi preferisce dimenticare, che l’olocausto si è esteso anche all’Italia, benché la guerra volgesse ormai alla fine, e benché la massima parte del popolo italiano si sia mostrata immune al veleno razzista.
    (Primo Levi)
  • La memoria è necessaria, dobbiamo ricordare perché le cose che si dimenticano possono ritornare: è il testamento che ci ha lasciato Primo Levi.
    Mario Rigoni Stern
  • A noi giovani costa doppia fatica mantenere le nostre opinioni in un tempo in cui ogni idealismo è annientato e distrutto, in cui gli uomini si mostrano dal loro lato peggiore, in cui si dubita della verità, della giustizia e di Dio.
    Anna Frank
  • La Shoah non è stata mica un incidente di percorso del fascismo. Ha i suoi prodromi nelle leggi razziali del ’38, che a loro volta affondano le radici nella marcia su Roma del ’22. È qui che comincia la tragedia. Un consenso fondato in gran parte sulla coercizione.
    Andrea Riccardi
  • L’indifferenza è più colpevole della violenza stessa. È l’apatia morale di chi si volta dall’altra parte: succede anche oggi verso il razzismo e altri orrori del mondo. La memoria vale proprio come vaccino contro l’indifferenza.
    Liliana Segre
  • Dopo Auschwitz non è più possibile la poesia.
    Theodor Adorno
  • Pochi anni infatti ci separano dal più orribile crimine di massa che la storia moderna debba registrare: un crimine commesso non da una banda di fanatici, ma con freddo calcolo dal governo di una nazione potente. Il destino dei sopravvissuti alle persecuzioni tedesche testimonia fino a che punto sia decaduta la coscienza morale dell’umanità.Albert Einstein
  1. La memoria serve per non dimenticare e perché non si ripetino gli orrori.
  2. Mi iscrivo di nuovo anpi al gruppo universitario unisi fratelli rosselli .
  3. Non posso dimenticare gli oltre quattrocento commenti in lingua inglese.
  • (Sorry for no or late my response )