Stile di vita europeo

Alla cortese attenzione della Sig.ra Ursula von der Leyen presidente commissione UE.

Mi chiamo Antonello Cini, le scrivo perché sono stato favorevole alla sua iniziativa in favore dello stile di vita europeo. Sono nativo di Siena ove abbiamo 17 contrade, rioni territoriali, e da quando viene corso il Palio i giovani sono educati allo stile di vita senese, basato essenzialmente sulla solidarietà.

Dopo questa premessa le faccio presente il numero degli astenuti alle ultime elezioni politiche, in pratica un elettore su due. Il 50% dei votanti ha votato per il 17% Lega di Salvini a favore della sua politica sovranista del cambiamento.

Alle ultime elezioni europee, sempre la Lega ha raddoppiato la percentuale raggiungendo il 34%, su circa il 57% dei votanti, tenuto conto del 43% degli astenuti. Quindi una aspettativa maggiore di fiducia al mutamento da parte della politica europea nei confronti di quella italiana.

Per un periodo Salvini con la lega ha partecipato con il m5s al primo governo Conte.

Dopo il successo alle europee ha richiesto l’applicazione della flat tax e delle autonomie regionali, non ottenendolo, si è dimesso dal governo intendendo di andare alle elezioni per poi attuare la sua politica sovranista.

Il sovranismo ha avuto successo perché ha individuato negli emigranti coloro con i quali dover condividere quello che la politica ci ha sempre meno messo a disposizione come SSN, posti agli asili nido, lavoro ai giovani, ecc

In pratica ha fatto leva sugli emigranti come causa del peggioramento dello stile di vita attuale.

A fronte della politica sovranista Salvini ed i suoi economisti non hanno mai preso in considerazione il debito pubblico salito a 2.410 miliardi, così come non ha mai dato importanza ai 36.000 miliardi di evasione IVA rilevata dalla UE per l’anno 2016.

Sia per il DEF sia per il bilancio dello Stato questa partita di IVA evasa comporta circa 100.000 miliardi mancanti al bilancio statale nel settore imposte IRPEF ove attualmente solo dipendenti e pensionati con la trattenuta a cura del sostituto di imposta pagano il 100% delle imposte, su salari e pensioni.

Non si comprende come, stante una cosi diffusa introduzione di controlli, con addirittura dello scorporo e della modalità rilevabili dallo scontrino rilasciato dietro il pagamento di un caffè consumato al bar, per la IVA si abbia una così elevata evasione

A fronte di queste tecnologie, non essendo la politica italiana  in grado di trovare una contrapposizione di interessi fra produzione intermediazione e consumo di prodotti e servizi, si richiede a codesta commissione una direttiva che ponga in pratica con una unica modalità nella comunità europea di assicurare la riscossione del dovuto di imposte allo Stato. Questa è la premessa per ottenere uno stile di vita europeo.

La giornalista Milena Gabanelli rileva in un suo recente dataroom che un € investito dallo stato nel personale addetto al contrasto all’evasione rende 5€ di imposta, quindi un moltiplicatore di quattro.

Per avere uno stile di vita occorre eliminare queste mancanza di entrate nel bilancio dello stato, cosa assolutamente non percorribile con la flat tax che potrebbe una volta istituita non assicurare più i servizi da parte dello Stato con una ulteriore riduzione di uno stile di vita dei cittadini che hanno un reddito basso.

Flat tax e autonomie regionali. Salvini ha sfiduciato il governo l’otto agosto

Il giorno 8 agosto il ministro Salvini staccò la spina al 2 basata esclusivamente sulla sicurezza dalla immigrazione, alla quale l’Europa tutta non si era mai interessata, e alla ripartizione degli immigrati aveva portato al raddoppio dei voti conseguiti alle elezioni politiche. Il M5s viceversa aveva perduto, ovvero dimezzati i consensi ottenuti alle politiche. Il ministro Salvini forte del risultato elettorale forza il governo Conte con la flat tax e le autonomie regionali, richieste che Salvini si era accorto di non poter ottenere. Così si sgancia certo di andare alle elezioni. Il giorno 11 agosto pubblicai questa riflessione: al debito pubblico può essere applicato il sovranismo ?

Per ogni finanziaria italiana occorre sempre mettere in conto 80 miliardi per rimborsare gli interessi sul debito pubblico. Tale cifra non è mai esatta perché può oscillare in più o in meno di circa 10 miliardi in relazione allo spread con il quale giocano gli investitori finanziari. Questo spread era salito a 290 punti quando Salvini e lo stesso Di Maio volevano forzare con l’Europa il rapporto fra il debito pubblico ed il pil.

Per primo il parlamentare Armando Siri, ideatore della flat tax e rivelatosi vero esperto in mutui con scarsa garanzie. Per secondi gli altri economisti quali Borghi e Bagnai perché non hanno battuto la strada del sovranismo del debito pubblico italiano sottraendolo dalle grinfie della speculazione finanziaria?

Al debito pubblico italiano può essere applicato il sovranismo?

Sia durante la campagna elettorale, sia dopo le elezioni del 4 aprile 2018, lo spread era notevolmente aumentato fino a 290 punti tanto da far pensare che i mercati condizionassero i governi da approvare nel parlamento influenzando i risultati elettorali.

Lo spread non è altro che la misura della fiducia sulla politica governativa sugli investimenti sulla quale le agenzie di rating assegnano la valutazione fino al default con la conseguenza che i titoli sono considerati carta straccia, la Grecia ci è passata con tutte le tragiche conseguenze. Ciò perché il finanziamento è richiesto agli investitori finanziari in un mercato ove i tassi per i loro affari debbono subire delle oscillazioni in modo da acquistare e vendere e guadagnare sulle differenze di valore.

In Italia chi si rivolge ad una banca deve tener conto dello spread ovvero di un aggio aggiunto al tasso di interesse, inoltre i risparmi investiti in BTP diminuiscono di valore. Come può un imprenditore intraprendere una qualsiasi attività senza una stabilizzazione dei tassi almeno nel medio periodo?

La politica della BCE è di stampare moneta per aumentare l’inflazione e stimolare gli investimenti, ma quando l’economia non cresce tale moneta non raggiunge l’economia reale, finanziamento alle imprese, ma si disperde nei rivoli delle attività finanziarie.

Occorre ritornare al circuito virtuoso che sia il risparmio a finanziare le imprese e togliere questa spada di Damocle dello spread, in modo da far ritornare la nostra economia competitiva nei confrnti di quelle francese e tedesca. Questa operazione non fu fatta dal governo Monti ed è quello che tutti i politici italiani debbono fare prima di andare alle elezioni.

Fino agli anni 80 i titoli del debito pubblico erano acquistati dagli investitori italiani per collocarci i loro risparmi. Gli italiani hanno risparmi notevoli e sarebbero ben lieti a ritornare a staccare le cedole degli interessi sui loro risparmi. Adesso solo una minima percentuale di titoli hanno le cedole per essere graditi dai risparmiatori. Coloro i quali comprano i titoli del debito italiano sono degli speculatori, che in funzione delle oscillazioni dello spread e quindi dei tassi comprano e vendono.

Lo stato italiano non può stabilire quanto dovrà sborsare per rinnovare il debito alla scadenza, con tutte le conseguenze per stabilire il DEF , o bilancio di previsione dello Stato.

Nel 2019 sono ancora da rinnovarsi titoli in scadenza per 125 miliardi, come da calendario che si rivolge agli investitori, diversi dai risparmiatori. Occorre per quest’operazione rivolta ai risparmiatori italiani una disposizione legislativa? Se sì ben venga questo governo per realizzare la stabilità economica sul debito pubblico, assieme a neutralizzare l’aumento dell’Iva per il 2020. Nonché introdurre la moneta elettronica a seguito dell’emissione di fatture economiche per ridurre l’evasione dell’Iva. .

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Minibot proposti da C. Borghi e le cambiali tratte previste dal codice civile.

Minibot proposti dal ministro Claudio Borghi per dilazionare ulteriormente i debiti della pubblica amministrazione.

53 miliardi: a tanto sembrano ammontare i debiti da parte dei creditori. Altri dicono che non superano i 20 miliardi. Questa incertezza deriva dal fatto che i pagamenti alle imprese sono ritardati per le procedure di accertamento ai pagamenti stessi.

I minibot dovrebbero avere un taglio di 5.000€ ciascuno. In pratica aggiungono al debito pubblico altro debito pubblico una volta messi in circolazione.

Il no del ministro del bilancio Tria.

Perché i creditori dello Stato non rispondono come traenti e benificiari “me medesimo” con la emissione di cambiali tratte in cui sia computato nell’importo il bollo pari al 12% posto a carico dello Stato trattario ed accettante della stessa cambiale tratta?

Banca d’Italia bilancio di fine anno.

Banca d’Italia bilancio di fine anno. Senza cifre perché?

Non importano tanto le cifre, che fra l’altro non si trovano sui media in quanto la banca non può più fare politica da quando l’Italia ha lasciato la lira a favore dell’€, ma quanto riportano i media del discorso di Visco, che non può essere né diverso né contrario alle note del bilancio della BCE. Quindi Visco non è che un megafono per stasare le orecchie agli italiani e ai loro governanti  delegati con il voto come loro amministratori.

Quindi le parole no a “disavanzo eccessivo, controproducente e poco efficace aumentare il deficit” restano avvisi come quelli ai pedoni di attraversare le strade sulle strisce. E continua: non bisogna “addossare all’Europa la colpa” per il “disagio”. Il governatore avverte quindi che non bisogna considerare l’UE un “avversario” perché senza diventeremmo “più poveri”.
In sintesi per l’Europa non solo non proporre modifiche ma anche moderare i toni!
Nessuna parola sullo spread né sull’evasione fiscale. Non si comprende, perché non spiegato, il modo in cui rivolgersi all’Europa.

Il governatore propone invece un Fondo europeo per il rimborso del debito, finanziato con risorse vincolate dei Paesi che vi partecipano. Una sorta di “assicurazione sovrannazionale” che garantisca il rispetto delle regole europee per il rientro del debito ed il rispetto dei parametri del Patto di stabilità.

Interessante è l’esame delle notizie sulle remunerazioni dei banchieri nazionali, dell’Europa e degli Usa, in cui si rileva che la remunerazione è inversamente proporzionale alle responsabilità.
Quindi perché l’Europa non invia delle lettere per non premiare con “eccessiva retribuzione” chi ha solo la funzione di ripetere fino
alla nausea le direttive europee sul bilancio, senza peraltro impegnarsi a provvedimenti sulla riduzione del debito pubblico e per neutralizzare i danni dello spread sullo stesso?
Cosa che ci impegniamo a proporre su questo blog direttamente al Presidente della Repubblica in quanto ne tenga conto come compito prioritario in caso di incarico a seguito della prossima crisi governativa.

Corruzione grande male italiano: Soluzione Moneta Elettronica

Oggi intervento della magistratura per corruzione politici alla regione Lombardia.

Ieri la regione Marche per aggiustamento concorsi con le stesse modalità che mi avevano danneggiato già 50 anni or sono. Nel 1970 alla università di Pisa, ove avevo l’anno prima conseguito la mia laurea in economia e commercio, partercipai alle selezioni per un corso che aveva lo scopo di abilitare a gestire i primi elaboratori che di lì a poco sarebbero stati installati presso le anagrafe comunali. Alle selezioni vi erano due programmi Fortram ed Assembly da conoscere e da eseguire con l’elaboratore IBM 360, il fratello di quello che l’ anno prima aveva fatto i calcoli per permettere agli uomini della Nasa di allunare e tornare sulla terra. Solo ai candidati che avrebbero dovuto essere selezionati erano state distribuite le dispense in inglese del linguaggio macchina/assembly.

La vicenda del senatore Siri, sottosegretario ai trasporti, implicato con la magistratura per aver patteggiato per bancarotta, sta facendo traballare il governo M5s e Lega.

Il nord il centro ed anche il sud con la Calabria partecipa alla corruzione politica.

Si è già suggerito di combattere la corruzione e l’evasione fiscale che riguarda il denaro e questo diverrebbe trasparente se venisse tracciato con la moneta elettronica.

IVA Tria ipocrisia sui controlli per l’evasione.

L’aumento dell’Iva e l’evasione della stessa non sono argomenti del governo nel DEF né sono ripresi dalle opposizioni. Al riguardo è interessante analizzare la metodologia dei controlli eseguiti dalla guardia di finanza per contrastare l’evasione:

….omissis. “In particolare, le Fiamme Gialle senesi, nell’ambito dell’attività d’istituto volta al contrasto del sommerso d’azienda nel settore dell’edilizia, grazie all’efficace attività d’intelligence, hanno scoperto nel capoluogo senese un costruttore edile che per gli anni d’imposta dal 2014 al 2016 ha emesso fatture per operazioni inesistenti per importi rilevanti nei confronti di altro imprenditore residente nel grossetano, che hanno consentito ad entrambi di beneficiare in tal modo di indebiti vantaggi fiscali. L’individuazione dell’operazione anomala è stata resa possibile dall’efficace dispositivo di controllo economico del territorio approntato e dall’indispensabile analisi di rischio condotta dai militari con l’ausilio delle banche dati in uso al Corpo.
In particolare si è proceduto a riscontrare le risultanze contabili della ditta senese con i documenti acquisiti dal costruttore grossetano, destinatario delle fatture false nonché le movimentazioni di conto corrente. I dati così desunti sono stati incrociati con quelli estrapolati dagli applicativi informatici in uso alla Guardia di Finanza, consentendo di ricostruire l’importo totale delle fatture per operazioni inesistenti emesse che è risultato ammontare a circa 2.000.000 euro in poco più di due anni.” Omissis….

I recuperi della guardia di finanza sono delle gocce nel mare dell’evasione iva. Ci sono da recuperare 36 milardi di evasione iva certificata dall’ U.E. nel 2016.

Lei ministro Tria, voluto nel governo dal Presidente della Repubblica, ha il dovere di introdurre questi controlli a livello dell’Agenzia delle entrate sotto la sua giurisdizione. Perché due pesi e due misure per l’incrocio dei dati, pagamenti, fra guardia di finanza ed agenzia delle entrate? Questa incoerenza sig. ministro Tria la deve risolvere Lei.

L’aumento dell’iva, afferma lei, deve avere una soluzione politica. Niente di vero, è lei che deve equiparare i controlli della agenzia delle entrate inserendo la tracciabilità dei pagamenti moneta emettronica a quelli effettuati guardia di finanza a quelli effettuati con riscontri nei conti correnti bancari.

I partiti al governo ripetono che non vogliono l’aumento dell’iva. Interessante fare riferimento al 2011 2012 quando l’iva passò dal 21,5 al 22% . L’iva ebbe un minor introito dovuto all’aumento dell’evasione del 4,5%.

Alcuni giornali riportano alcune situazioni di evasione. Evasione degli scontrini.

Peccato che ai giornali non interessa la soluzione al problema dell’evasione dell’iva. L’iva pagata allo Stato è la differenza fra quella riscossa e calcolata sui ricavi e l’iva pagata sui costi e quindi questa differenza stabilisce il reddito perseguito da ogni attività. Senza il reddito dovuto sia ad evasione sia ad elusione non si pagano le altre imposte, che viceversa pagano al centesimo i dipendenti e pensionati ai quali le imposte sono direttamente introitate dal sostituto di imposta.

Se alla fatturazione elettronica fosse stato dato seguito con la riscossione pure elettronica, all’agenzia delle entrate sarebbe di fatto e di diritto affidato l’incarico di sostituto di imposta.

Questa diversità di trattamento davanti al fisco fra cittadini dipendenti e pensionati e lavoratori autonomi è assolutamente contraria all’art. 3 della costituzione.

Ministro Prof. Tria “Che fa il nesci, Eccellenza?” E’ nell’ambito delle sue prerogative recuperare l’evasione dell’iva con i pagamenti tracciabili in moneta elettronica della già in vigore fatturazione elettronica.

Def del governo aprile 2019

La situazione del def (documento Economia Finanza): Confermata nel def la tassa piatta 15 20% dell’irpef, per il costo di 12.000 miliardi. Inizialmente solo sui redditi fino a 50000€ annui lordi. Il ministro Salvini ha parlato chiaro, è a favore di commercianti, artigiani, professionisti attività ove si concentra l’evasione dell’Iva. Secondo il mio parere pagare tutti e pagare meno rimane uno slogan elettorale perché i controlli sui pagamenti Iva in forma digitale con le verifiche riservate all’agenzia delle entrate non trovano in pratica il riscontro dell’effettivo pagamento non realizzabile con la mancata tracciabilità dei pagamenti, non accertabile col denaro in contanti. Rimangono da trovare 23.000 miliardi per la clausola di frenare l’aumento dell’‘Iva.  In tutto 25.000 miliardi.

Rapporto debito pubblico PIL salito 0,8% in un anno istat.

Il rapporto debito pubblico PIL è salito in un anno da 131,3 a 132,1 con un incremento percentuale dello 0.8.

Mentre la pressione fiscale si mantiene al 42%. L’occupazione giovanile è ferma al 33%, quindi solo uno su tre dei giovani lavora. Mentre anche il lavoro legato a latte, grano, olio, pomodori come il pachino non trova una politica che ne riconosca la remunerazione dei costi di lavorazione in forza di una particolare produzione di nicchia legata a DOP, IGP, STG.

Il governo gialloverde nel suo contratto ha ignorato l’evasione dell’IVA e pertanto è inutile sperare in una diminuzione dei 36.000 miliardi evasi riscontrati dall’Europa nel 2016; rimarranno invariati, anzi aumenteranno con la introduzione della e-fattura senza aver imposto i pagamenti a mezzo moneta elettronica.

Lo sconto del 22% se l’acquirente paga senza IVA è un fatto sempre allettante, fino a quando non si compensa il consumatore. Meglio accontentarsi di ciò che si ha, seppure poco, che rischiare per qualcosa di molto più grande e difficilmente raggiungibile. L’uovo oggi è certo la gallina domani non esiste perché al consumatore non è previsto alcuno sconto. Per chi ristruttura l’appartamento e per spese di efficienza energetica
con pagamenti tracciabili nei 740 e 730 sono previsti dei rimborsi. Quindi non si tratterebbe di aggiungere nuove procedure, ma solo di estendere la procedura orgizzandola con appropriate riduzioni che rendano equa la richiesta della fattura, cosa che oggi non è prevista.