9 novembre 1989 cadde il muro di Berlino. Il capitalismo si insedia ad Est ed Ovest

Il muro, simbolo esterno della guerra fredda, non divideva solo i due stati di Germania ma anche i loro rispettivi alleati. Il muro durato per 28 anni aveva una lunghezza di 1400 km – pari alla distanza stradale tra Brennero e Reggi Calabria -. Per il tentativo di superarlo si ha notizia che 140 persone vi abbiano perso la vita. La storia del muro è ben sintetizzata al sito, nell’altro sito quella di Berlino di ieri ed oggi.

La caduta del muro coincide con la fine del regime comunista in URSS e negli stati ad essa alleati.

Durante questi trenta anni in URSS il comunismo è stato sostituito da un regime capitalistico. Anche nell’Occidente, che prima della caduta del muro contrapponeva una economia liberale, questa è stata fagocitata dal capitalismo finanziario. I cui dati nel mondo sono rilevabili nella concentrazione della ricchezza e dalla diffusione della povertà

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Italia, in povertà assoluta più di un milione di bambini con l’iva ancora evasa.

Pena la minaccia del mancato sostegno al DEF da parte del m5s Conte ha dovuto accettare le grida manzoniane di pene più severe ai grandi evasori. Così descrive Manzoni riguardo alle grida simili agli odierni decreti legge, poiché questi operano come nel caso di Renzo quando dovette lasciare il ducato di Milano sotto altro nome per sfuggire alla pena di morte. Gli evasori oggi per rimanere anonimi hanno addirittura i paradisi fiscali ove rifugiarsi. Rimane il dubbio di quali pene erogare a coloro che non rientrano fra i grandi evasori ma pur essendo evasori totali sono degli sconosciuti al fisco.

Questi sono oggi gli evasori italiani e per dar loro la caccia non è sufficiente dare in pasto dati sulla fatturazione ai capaci server dell’Agenzia delle entrate se non ci sono persone per chiedere a questi i report con l’incrocio dei dati con le banche. La Guardia di finanza i controlli li effettua in questa ottica per appena sull’1% delle partite Iva.

Servirebbero proprio in questo ambito dei navigatori per incrociare i dati relativi all’Iva e relativi pagamenti elettronici, per dare la caccia agli evasori con la incombenza di iniziare in modo conciliativo il recupero di quanto evaso o procedere a sanare gli eventuali errori.

Perché non prendere l’iniziativa di dirottare all’Agenzia delle Entrate quelli che non hanno trovato lavoro alcuno per il reddito di cittadinanza, in quanto il lavoro non c’è? Gli eventuali evasori o tentati tali sarebbero scoraggiati ad evadere .
Questa organizzazione predisposta ad operare un controllo servirebbe a ridurre in modo drastico questa delittuosa attività di sottrarsi al pagamento del dovuto allo Stato. Questi navigatori avrebbero sostanzialmente solo da verificare la regolarità delle transazioni in modo da rendere la legge, anche quella tributaria, uguale per tutti, così come accade a coloro i quali hanno il sostituto di imposta. L’inasprimento della pena del carcere non avrebbe la stessa efficacia perché potrebbe essere assegnato loro solo dopo il terzo grado di giudizio salvo possibile prescrizione.
Altre soluzioni a valore preventivo possono essere orientate ad operazioni che mettano in conflitto di interesse coloro i quali emettono la fattura e coloro i quali la debbono pagare. Questo a valere sia per grandi che per i piccoli operatori. Perché i grandi sono poco numerosi però manovrano grandi cifre, mentre i piccoli sono un numero grandissimo ed operando con maggiore frequenza assommano pure loro cifre considerevoli. Tuttavia per attivare queste procedure, nonché avere una efficace prevenzione, occorre in ogni caso la quasi completa sostituzione del denaro circolante con la moneta elettronica.
Le opposizioni a questa procedura sono in maniera ipocrita avanzate dalla destra. La quale quando era il governo, alle persone in grave disagio economico e chiaramente non abituate a gestire i pos, assegnò delle social card elettroniche, ricaricabili mensilmente con le quali fare la spesa. Certamente questi cittadini dovettero adeguarsi a questo se volevano fare le compere che consentivano loro la sopravvivenza. Tutto questo indipendentemente se queste persone fossero state  in grado di utilizzarla.

Di fronte alla situazione di avere in Italia 1.260.000 bambini in povertà assoluta questa social card sarebbe oggi da assegnare loro, in modo che la possa utilizzare chi ne esercita la patria potestà.

La giornata mondiale dell’alimentazione 16 ottobre 2019

Carlo Petrini parla di salute, qualità del cibo, terreni, acque, slow food e terra madre.

Per quanto riguarda i consumi delle carni si apprende che gli Italiani sono a quota di 90 kg annuali, gli Usa a 125 kg, gli abitanti dell’Africa subsahriana si fermano a 5 kg pro capite.

Queste cifre mostrano le grandi differenze evidenziando una irregolare distribuzione. In questo senso deve essere impostata la soluzione del problema avente l’obiettivo di fame zero.

Però non è raggiungibile se l’80% dei piccoli produttori produce per l’80% dei consumatori. I grandi produttori sono il 20% per la stessa cifra dei consumatori.

A rafforzare queste tesi è l’attribuzione del premio Nobel per l’economia che va a quelli economisti che hanno impostato le loro ricerche sul comprendere il punto di vista dei poveri che sono individuabili innanzi tutto fra gli 80% dei produttori e consumatori nel mondo.

Violenza contro le donne, la giornata del 25 novembre 2018.

Violenza contro le donne, la giornata. La donna ci ha generato, con lei generiamo i figli. Contro le donne oltre alla violenza del maschio vi è mancanza di rispetto se non si costruiscono asili nido per permettere alla donna di essere indipendente, anche se conduce una vita con il suo compagno.

Vittime della povertà 18 e giornata dell’infanzia 20 novembre: facce della stessa medaglia.

Vittime della povertà 18 novembre e giornata dell’infanzia 20 novembre: facce della stessa medaglia.

Un pane di mezzo kg, cotto al forno a legna, costa 1.80€ pari a 1.90$.

Pari proprio alla valutazione per la definizione di vittima della povertà per chi non dispone di tale cifra giornaliera, spesso tale persona ha anche figli a cui provvedere.

Si riporta la presentazione del libro ” Non Sprecare” di Antonio Galdo: “Un mondo sottosopra che sta cambiando molto piú velocemente di quanto potevamo immaginare solo qualche anno fa. Una Grande Crisi che, spietata e crudele, si sta abbattendo sulle spalle dei piú deboli. Una tumultuosa trasformazione che sta investendo il destino di ognuno di noi. È questa la Grande Occasione che ci costringe a ripensare in un colpo solo all’economia, alla politica, alla società. Ai modi di produrre e di consumare. Al modello di sviluppo e al prezzo della spesa. E il semplice ma necessario imperativo categorico «Non sprecare» è la nostra bussola verso una nuova epoca della quale al momento possiamo appena decifrare i contorni. Perché «Non sprecare» non significa solo ridurre spese inutili, non gettare il cibo nella spazzatura, spegnere le luci in casa quando non servono. Significa anche e soprattutto scegliere in modo responsabile nuovi stili di vita che alimentano una nuova crescita economica. Stimolare la politica a riconquistare il suo primato, rispetto a mercati e mercanti, a presidio della democrazia e dell’equità“.

Circa il last minute market srl,  proponente il prof. Andrea Segrè del dipartimento di agraria dell’Università di Bologna. 

Ho pensato spesso che difficilmente si mangia il giorno dopo il pane sfornato il giorno prima.

Da tempo per evitare il pane duro compriamo del pane confezionato con farina più scura e si conserva fino ad una settimana. Tuttavia quando diventa proprio duro lo affettiamo e nel forno lo essicchiamo in modo che perda tutta la sua umidità e possa conservarsi per essere utilizzato per la colazione scaldato nella tazza del latte.

Questo dal ricordo di come era fatto in famiglia durante il periodo bellico.

Si ha notizia che il pane del giorno dopo sia ritirato dai fornai, per non finire nei cassonetti delle immondizie, buona parte è acquistato dai cacciatori dei cinghiali con il quale alimentano nei boschi questi animali che poi cacciano in squadre.

Queste due giornate della povertà e dell’infanzia le ho volute unire perché sono le due facce della stessa medaglia.

Dai ricordi di bambino del periodo bellico e da quello che stiamo facendo in famiglia, educando a tale consumo anche i figli, mi chiedo se sia possibile prendere accordi con i produttori di pane, fornai, in modo che questo pane sia trattato al forno per toglierne l’umidità, cioè affettarlo ed immetterlo nel forno quando questo è ancora caldo, dopo essere stato utilizzato per la cottura, quindi essiccato a costo energetico zero. Per essere conservato è sufficiente inserirlo in buste di plastica, togliere l’aria e saldare le buste. Quando è stato accantonato un quantitativo avviarlo per la consegna ad organizzazioni come Save The Children.

Occorre verificare la fattibilità di una tale iniziativa che prende l’esempio da tutto quello che è stato realizzato fino ad ora con l’iniziativa last minute market.

Quanto sopra per quanto riguarda dello spreco del pane l’iniziativa della app di Bergamo potrebbe trovare utilizzo in alternativa per destinarlo alle persone bisognose e sottrarlo all’uso vietato per alimentare cinghiali.