THE EARTH DAY 22 APRILE 2021

The Earth day. Cosa si festeggia se in 50 anni non e stato fatto nulla?

Non vi e nulla da solennizzare. La situazione e drammatica se si pensa allo sfruttamento delle risorse, queste suddivise in riutilizzabile o meno. Nel 2016 la data cadde nell 8 agosto, nel 2019 il 29 luglio, nel 2020 la data e caduta nel 22 agosto. Queste date sono indicative nel senso che come e accaduto nel 2020 la data del sopra sfruttamento e stata posticipata di ben 24 giorni, questo diciamo grazie alla pandemia. Tuttavia tre sono i settori in cui gli stati si debbono dare delle regole: all’alimentazione; all’alloggio; alla mobilità.

Non sono le discussioni che furono fatte da Galilio Galilei a risolvere i problemi della terra, ma da prendere soluzioni pragmatiche e non più rimandabili già previste riduzioni entro il 2030, 2040 e 2050..Un appello a rinsavire

Mattarella: “Questo è tempo di costruttori, porre le basi di una stagione nuova”

.Ora i responsabili si chiamano costruttori e il taglio dei parlamentari li ha resi più forti

.Mattarella: “Questo è tempo di costruttori, porre le basi di una stagione nuova”

Non è cambiando il nome da responsabili a costruttori sono poste “le basi di una nuova stagione”

Che costruisce: impresa, società costruttrice– E’ questo il significato attribuibile al sig Presidente della Repubblica? Io penso di si e vorrei dimostrare come si possono gettare “le basi di un nuova stagione”: utilizzare le imprese da ristorare prospettando adesione ad attività alternative.

In Italia in passato abbiamo avuto governi di veri e propri fabbricatori faccio riferimento al primo dopo guerra 1949 quando in Italia imperversava la disoccupazione e dovevano essere ricostruite abitazioni distrutte dai bombardamenti. Il regime fascista aveva puntato ad una poltica sosciale tra liberalismo e collettivismo con la terza via basata sulle corporazioni. Secondo il mio punto di vista gettò le basi alla politica delle lobby che da quella agraria cofondatrice del fascismo andava ad allargarsi a quella commerciale, politica autarchica autarchia, industriale con la FIAT.

I costruttori politici del 1949 . Il problema di oggi è la disoccupazione creata dalla pandemia e la politica abitativa da ristrutturare in fuzione dei risparmi energetici con gli interventi al 110 %.

L’attuale governo ma anche l’opposizione hanno come politica i recovery: Se il governo assegna una cifra l’opposizione afferma che non è sufficiente. Certo non sarà mai sufficiente a riportare il 12% nel PIL i 18 milioni di turisti hanno apportato nel passato. Oggi se continuiamo con la elargizione dei restory non andiamo da alcuna parte. La soluzione del problema consiste di riportare il restory nel PIL del settore turistico come investimento e non come spesa.

Tenuto conto ad esempio del settore turistico nel cui settore hanno perduto introiti settori come la ristorazione, le guide turistiche e che sarà molto difficile a breve la ripresa dei visitatori e che non potranno essere erogati più a lungo restory, mentre agli imprenditori della ristorazione occorre operare con continuità.

Se partissero progetti per i privati come i lavori già previsti del 110% per le opere recupero termico e sismico già previsti per legge, nonché i progetti per le opere pubbliche, next generation eu , i lavoratori impiegati hanno bisogno di pranzare cenare e riposare nei pressi dei loro lavori questo potrebbe essere fatto sul posto con pasti preparati dai ristoratori e dagli albergatori agriturismi per l’alloggio. I pasti in molti casi potrebbero essere portati con i taxi, altro settore in crisi per le limitaioni imposta alla mobilità.

Per gestire una ipotesi progettuale del genere occorrono dei database, con algoritmi informatici. A chi affidarne la gestione se non alle guide turistiche?

Naturalmente il costruttore dovrebbe essere un commissario a cui spetta in primis di presentare il progetto con tempi modi e costi previsti ed essere approvato e seguito dal potere politico in modo di avere gli stessi poteri del commissario cui venne affidata la ricostruzione del ponte Morandi di Genova.

Perchè i politici, con lo spirito del 1949, non intendono riprendere quelle iniziative?

Stile di vita europeo

Alla cortese attenzione della Sig.ra Ursula von der Leyen presidente commissione UE.

Mi chiamo Antonello Cini, le scrivo perché sono stato favorevole alla sua iniziativa in favore dello stile di vita europeo. Sono nativo di Siena ove abbiamo 17 contrade, rioni territoriali, e da quando viene corso il Palio i giovani sono educati allo stile di vita senese, basato essenzialmente sulla solidarietà.

Dopo questa premessa le faccio presente il numero degli astenuti alle ultime elezioni politiche, in pratica un elettore su due. Il 50% dei votanti ha votato per il 17% Lega di Salvini a favore della sua politica sovranista del cambiamento.

Alle ultime elezioni europee, sempre la Lega ha raddoppiato la percentuale raggiungendo il 34%, su circa il 57% dei votanti, tenuto conto del 43% degli astenuti. Quindi una aspettativa maggiore di fiducia al mutamento da parte della politica europea nei confronti di quella italiana.

Per un periodo Salvini con la lega ha partecipato con il m5s al primo governo Conte.

Dopo il successo alle europee ha richiesto l’applicazione della flat tax e delle autonomie regionali, non ottenendolo, si è dimesso dal governo intendendo di andare alle elezioni per poi attuare la sua politica sovranista.

Il sovranismo ha avuto successo perché ha individuato negli emigranti coloro con i quali dover condividere quello che la politica ci ha sempre meno messo a disposizione come SSN, posti agli asili nido, lavoro ai giovani, ecc

In pratica ha fatto leva sugli emigranti come causa del peggioramento dello stile di vita attuale.

A fronte della politica sovranista Salvini ed i suoi economisti non hanno mai preso in considerazione il debito pubblico salito a 2.410 miliardi, così come non ha mai dato importanza ai 36.000 miliardi di evasione IVA rilevata dalla UE per l’anno 2016.

Sia per il DEF sia per il bilancio dello Stato questa partita di IVA evasa comporta circa 100.000 miliardi mancanti al bilancio statale nel settore imposte IRPEF ove attualmente solo dipendenti e pensionati con la trattenuta a cura del sostituto di imposta pagano il 100% delle imposte, su salari e pensioni.

Non si comprende come, stante una cosi diffusa introduzione di controlli, con addirittura dello scorporo e della modalità rilevabili dallo scontrino rilasciato dietro il pagamento di un caffè consumato al bar, per la IVA si abbia una così elevata evasione

A fronte di queste tecnologie, non essendo la politica italiana  in grado di trovare una contrapposizione di interessi fra produzione intermediazione e consumo di prodotti e servizi, si richiede a codesta commissione una direttiva che ponga in pratica con una unica modalità nella comunità europea di assicurare la riscossione del dovuto di imposte allo Stato. Questa è la premessa per ottenere uno stile di vita europeo.

La giornalista Milena Gabanelli rileva in un suo recente dataroom che un € investito dallo stato nel personale addetto al contrasto all’evasione rende 5€ di imposta, quindi un moltiplicatore di quattro.

Per avere uno stile di vita occorre eliminare queste mancanza di entrate nel bilancio dello stato, cosa assolutamente non percorribile con la flat tax che potrebbe una volta istituita non assicurare più i servizi da parte dello Stato con una ulteriore riduzione di uno stile di vita dei cittadini che hanno un reddito basso.

Berlusconi discende in campo in Europa.

Nel 1994 discese in campo per fermare i comunisti, nel 2006 si ripresenta per introdurre in Italia non in crisi per i ristoranti tutti pieni il bunga bunga. Nel 2019 si presenta per contrastare e risolvere i sovvertimenti climatici.

Glifosato ritenuto cancerogeno in USA

289 milioni di $ il risarcimento per un giardiniere ammalato terminale di cancro per aver irrorato diserbanti a base di glifosato nei giardini pubblici in California. E’ la prima volta che la Monsanto è portata in tribunale per non aver esposto la pericolosità dell’uso del prodotto.

In Italia l’uso del prodotto è vietato per legge dal 2016. Solo nel 2018 la Barilla riduce l’importazione di grano per la pasta dal Canada.

Nella maggioranza degli stati europei è consentito l’uso del glifosato.

 

Earth Overshoot Day: dal 1. agosto abbiamo finito le risorse della Terra

Earth Overshoot Day: dal 1. agosto abbiamo finito le risorse della Terra

Oggi 1° agosto 2018 è il giorno in cui la richiesta di risorse naturali dell’umanità supera la quantità di risorse che la terra è in grado di generare in un anno.

Il problema avrebbe due soluzioni. La prima consiste nella riduzione all’uso della carne nell’alimentazione, perché la sua produzione richiede un impiego notevole di risorse, estensione di territori irrigabili per coltivazioni di vegetali per il nutrimento del bestiame, puntando invece alla produzione di  cibi sostitutivi della carne, con i quali alimentare direttamente le persone. Il cambiamento climatico ha mutato la caratteristica delle precipitazioni. Non più diluite nel tempo in modo da ricaricare le falde acquifere, perché con le cosiddette bombe d’acqua questa scorre sui terreni e non vi penetra, viceversa causando spesso catastrofi su quei territori dove le abitazioni sono state insediate vicino ai torrenti o peggio ancora questi sono stati stati ridotti in canali di cemento sui quali sono stati costruiti gli edifici stessi.

La seconda potrebbe essere la coltivazione di prodotti alimentari negli stati africani da dove gli abitanti fuggono come migranti economici perché non hanno cibo a sufficienza per alimentarsi.

Per rendere fertili territori africani occorre che questi abbiano acqua a sufficienza per irrigare le produzioni. Le stesse tecnologie esplorative per individuare i giacimenti petroliferi, potrebbero essere impiegate per esplorare la profondità e la densità delle falde acquifere e, se del caso, provvedere alla costruzione di pozzi dai quali con opportune pompe alimentate a pannelli fotovoltaici estrarre consistenti quantitativi di acqua per irrigare. Nei territori attraversati da fiumi le pompe potrebbero essere impiegate per distribuire l’acqua sui terreni per essere irrigati. Infine fornire assistenza tecnologica agraria, tendente ad individuare le coltivazioni più idonee per alimentare direttamente le popolazioni o del bestiame bovino destinato solo alla produzione di latte e di quello avicolo utilizzato per fornire uova e carne.

Questi interventi potrebbero essere finanziati da quello che da autorevoli politici, non ultimo il presidente del parlamento europeo Tajani, chiamano piano Marshall per l’Africa elevato da poco più di tremila a quaranta miliardi. Per questi finanziamenti occorre intervenire con le cosiddette ONG, in modo da evitare le speculazioni, gli sfruttamenti e per ultimo la corruzione.

le ONG possono aiutare gli africani ad irrigare i loro terreni?

Sig. Direttore Alberto Faustini e radio ascoltatori di prima pagina salve. Stiamo con un amico del Togo nel suo terreno di intraprendere delle coltivazioni possibilmente a livello imprenditoriale. Il problema da risolvere è l’irrigazione. La falda freatica si trova a 50 ml di profondità, estraibile con pompa alimentata da pannelli fotovoltaici però con acqua appena sufficiente per irrigare un orto familiare. Viceversa vi è vicino un fiume dal quale trarre un quantitativo di acqua sufficiente ad intraprendere attività agricola non solo familiare ma coltivare e raccogliere prodotti per la vendita. Ora questa situazione si potrebbe riscontrare in tutti gli stati africani. Da parte del presidente del parlamento europeo Tajani si sente parlare di un piano Marshall per l’Africa con l’intervento di imprenditori europei. Ricordo il piano Marshall americano del dopo guerra con fornitura di prodotti di consumo distribuiti agli italiani dagli americani dopo la liberazione: Scarpe scadenti e vestiario extra large. Nutro seri dubbi che possono essere forniti beni strumentali come pompe trivelle, pannelli fotovoltaici, in pratica tutto il necessario per l’irrigazione dei terreni perché tramite accordi politici con i governi locali ogni provvedimento politico in Africa è a forte rischio corruzione. Non vorrei la ripetizione delle situazioni coloniali, che assieme alle multinazionali hanno causato solo sfruttamento da parte gli imprenditori europei, perché il fine di fare attività imprenditoriale è produrre reddito.

Così ho pensato che questo aiuto possa essere svolto dalle ONG, a cominciare da quelle che svolgevano i salvataggi dei naufraghi in mare, con sostegno allo sviluppo dell’attività agricola, realizzando ove possibile sistemi di irrigazione per terreni familiari “orticelli” o territori più estesi al fine di porre le basi per la nascita di imprenditori africani che a loro volta possano offrire lavoro ai propri connazionali. Come fare per far si che queste ONG che si dedicano alla soluzione degli emigranti in Africa? Con l’irrigazione dei terreni possano in breve tempo iniziare a risolvere il problema di alimentare con attività agricola  i popoli che scappano per mancanza di cibo. Come fare perché questo messaggio raggiunga le ONG e spostino la loro attività di salvataggio dal mare sui terreni africani e e continuare ad aiutare questi potenziali emigranti in tutta sicurezza sui loro territori? In pratica si tratterebbe di assicurare la sicurezza alimentare ed il sostegno allo sviluppo agricolo. Penso che lei direttore possa sintetizzare ed indirizzare questo mio appello. Grazie e buon lavoro Antonello Cini da Monteroni d’Arbia (SI)

Ambiente e G7

Ambiente e G7

La NASA, USA, ipotizza una vita su Marte per aver intercettato molecole organiche. Se sulla Terra non ci sarà più vita l’uomo migrerà su Marte.

Trump sarà presente al C7 in Canada con la politica First America e realizzerà produzione e lavorazione alluminio ed acciaio con l’utilizzo del carbon fossile. Trump lascerà il G7 prima che si parli di ambiente. Ecco un risultato dei dazi: concorrenza vinta con il danneggiamento dell’ambiente con produzione di CO2.

 La contraddizione sta nel fatto che il WTO, per favorire la globalizzazione, è stato voluto dagli USA ed adesso sono loro a disattendere alla libera concorrenza.

Anche il premier russo Putin interviene: Chi di sanzioni ferisce di sanzioni perisce. La guerra di invasione russa, come quella di Crimea, ha portato sanzioni alla Russia e da questa controsanzioni che hanno colpito proprio l’Italia paese trasformatore ed esportatore di prodotti agricoli in URSS. Oggi l’Italia vorrebbe rimuovere queste sanzioni, anche perché le sanzioni e dazi restano ostacoli alla pubblica concorrenza mondiale.

Tuttavia gli USA sono stati colpiti nel loro equilibrio monetario, disavanzi contro avanzi, sia da parte delle esportazoni cinesi sia da quelle europee soprattutto da quelle germaniche che occupano una posizione di previlegio nella CEE.

Giornata mondiale dell’ambiente – L’isola di plastica: il settimo continente –

Giornata mondiale dell’ambiente.

L’isola di plastica: il settimo continente

Sono molte le iniziative per salvaguardare l’ambiente dai rifiuti. La prima fase riguarda una diversa distribuzione per incentivare la vendita di prodotti sfusi e monouso, dalla pasta ai detersivi.

In questi casi, così come è accaduto per l’imposizione delle buste in plastica riciclabili, potrebbero essere emanate apposite disposizioni legislative. La cosi detta economia circolare ovvero l’utilizzo come materia prima un quota pari al 100% dei rifiuti per essere utilizzata come materia prima. Occorre una preselezione dei materiali fatta in modo certosino. E cambiare quella che è la tassazione cosi detta TARI, che non ha alcun collegamento con la quantità e qualità, come peso e estensione, dei rifiuti presentati alla raccolta.

Come il recente provvedimento, proprio contro i sacchetti la plastica non decomponibile, è stato preso a livello nazionale, così occorrerebbero disposizioni legislative a livello nazionale per lo smaltimento lasciando agli enti territoriali la organizzazione della raccolta e dello stesso smaltimento però con normativa uguale su tutto il territorio.

Non si comprende come impianti di trasformazione in energia siano funzionanti da tempo in stati esteri senza emissioni nocive. Non si capisce come in Italia, ove la ricerca non è seconda ad altri Stati, non si sia ancora realizzato un prototipo con zero emissioni dannose.

Infine dopo un minore utilizzo della plastica per impedire che questa finisca in mare, rimane il problema di raccogliere quella che oggi vi si trova e di smaltirla con una trasformazione ecologica.

Una barriera in mare contro la plastica

Evitare che un rifiuto di plastica finisca in mare ove ci vogliono 1000 anni per smaltirlo.

Iniziativa ONU contro inquinamento del mare con la plastica. Non sono sufficienti gli appelli ma delle precise leggi e regolamenti e relativi controlli.