Lettera di un professore ai suoi studenti per il green pass

Alessandro La Fortezza (lettera aperta ai suoi studenti)

Cari ragazzi,
a giugno ci eravamo salutati con un “arrivederci”, invece oggi devo dirvi che forse a settembre a scuola non ci vedremo.
Se le disposizioni attuali non saranno modificate, io sarò sospeso dall’insegnamento perché non avrò presentato il green pass.
Forse, anche se non vi ho mai nascosto le mie idee riguardo alla gestione dell’epidemia, può sembrarvi strano o esagerato che non mi voglia munire del passaporto verde. Se però pensate a quante cose il vostro professore di italiano e storia vi ha raccontato su tessere di partito senza le quali non si poteva lavorare, o sui tanti marchi di infamia che dispotismi di tutti i tempi facevano cucire sugli abiti di chi era discriminato, o ancora su una ragazzina nascosta in un retro-casa che ha riempito un suo quaderno con la sua fitta calligrafia, allora potrete capire la mia scelta.
Sento già levarsi gli scudi di alcuni di voi: “Ma prof.! Non è la stessa cosa!”. Lo so bene. Non è mai la stessa cosa. Magari se le cose sbagliate si presentassero nella storia sempre nello stesso modo: le sapremmo riconoscere e ce ne sapremmo difendere! Invece spesso il male cerca di ingannarci travestendosi di colori cangianti.
Il vero bene però, vi svelo un trucco, lo riconoscete subito per la sua semplicità, la sua apparente piccolezza, la sua umiltà.
Eccolo quando vi ho lasciato respirare liberamente senza la mascherina e voi avete fatto altrettanto con me. Eccolo quando ci siamo rispettati nei nostri tempi e nei ostri spazi reciproci, quando io sono entrato con la DAD nelle vostre case solo dopo aver bussato e chiesto permesso, così come quando voi avete capito quando ero stanco ed avevo bisogno della vostra comprensione.
Ora forse non potrò più esserci io a vegliare su di voi in questo difficile momento storico, ma, comprendetemi, non avrei più nulla da insegnarvi se diventassi corresponsabile, seppure passivo, di uno strumento di discriminazione come il green pass; una discriminazione che non si fonda sulla religione, l’etnia, il colore della pelle o gli orientamenti sessuali, bensì sulle scelte e sulle convinzioni individuali.
Farò il vaccino quando e se sarò convinto che sia la cosa giusta da fare, non certo per andare al ristorante, ad un concerto o dove che sia. Nemmeno per conservare il posto di lavoro. Ricordiamoci che “non di solo pane vivrà l’uomo” (Mt. 4,4) e che ancora sta scritto: “Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro” (Mt. 6, 28). Il Signore, poi, “non turba mai la gioia de’ suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande” (I promessi sposi, cap. VIII). Inoltre, se anche un domani dovessi decidere di vaccinarmi, oppure se sentissi la necessità di sottopormi ad un tampone diagnostico, non scaricherei comunque il passaporto verde, affinché le mie scelte individuali, quali che siano, non diventino motivo di discriminazione per chi avesse fatto scelte differenti.Speriamo invece che vi sia un ravvedimento nelle coscienze e che si abbandoni la china pericolosa che è stata imboccata e che conduce a tristezze e infamità che credevamo superate.In tal caso ci abbracceremmo di nuovo, proseguiremmo insieme il nostro cammino, come svegliandoci da un brutto sogno, e potrei dirvi ancora: “Arrivederci, ragazzi!”.
Il vostro prof. Alessandro La Fortezza
(lettera aperta ai suoi studenti)

il governo Draghi riceve l’approvazione parlamento per investimenti per 248 miliardi

Drahi  ha ammesso che occorre superare l’inerzia dovuta alle disposizioni. Ricordo come il giornalista Montanelli misurasse a metri le leggi emate annnualmente dal parlamento, mentre di recente ogni giorno 25 pagine.. Il progetto ha tempi e modi improntato alla massima trasparenza, in modo da vedere il graduale avanzamento.

Con difficoltà non riesco più a seguire le pubblicazioni e i vostri commenti ma questo evento richiedeva la massima attenzione.

Comunicati del covid 19 a mezzo dati grafici statistici in modo da rendere più responsabili i cittadini.

Comunicati del covid 19 a mezzo dati grafici statistici in modo da rendere più responsabili i

A fronte di queste inqualificabili situazioni, specie di giovani, i quali, con questi comportamenti, rendono i contagi più diffusi, queste informazioni potrebbero portare loro ad una più ragionevole pacatezza e responsabilità.

Occorre operare un cambiamento di passo ancora nella comunicazione dei numeri comunicati finora in modalità sintetica in modo da rendere rendere consapevole tutti i cittadini indipendentemente dalle età.

Occorre un cambiamento di passo nella comunicazione in modalità analitica per rendere consapevole tutti i cittadini indipendentemente dalle età . 

In rete si ritrovano alcuni grafici statistici senza alcun cenno alle piramidi.

Una chiara esemplificazione sull’utilizzo dei grafici a mezzo statistiche delle piramidi sono comprensibili dalla illustrazione del presidente Giuliano Amato

L’Istat in occasione del censimento elabora con grafici chiamati piramidi in modo da eseguire confronti di situazioni evolutive di 10 anni in 10 anni di età.

Quindi perché non farle per le variazioni della pandemia?

Questi elaborati pubblicati perché no, anche giornalmente e se del caso regione per regione, suddivisi in classi di età e di genere, potrebbero come dire, senza terrorizzare, rendere informati i cittadini residenti che le scelte a livello di governo e regione non hanno alternativa e sono ineluttabili.

Questi elaborati pubblicati perché no anche giornalmente e se del caso regione per regione, suddivisi in classi di età e di genere, potrebbero come dire, senza terrorizzare, rendere informati i cittadini residenti  che le scelte sono ineluttabili

Avere una serie storica per classi di età potrebbe tornare utile a possibili vaccinazioni qualora per i vaccini si trovassero di differenti validità relativamente alle fasce di età.

I vaccini non sono tutti uguali

Depliant invito intervista del 23 febbraio 2021

Ai lettori che mi hanno inviato oltre 500 commenti in lingua inglese voglio segnalare la recente intervista su YouTube fatta e ripresa dall’ associazione senese per la salute a chi ha diretto per molti anni l’Istituto Sclavo, noto per gli studi e ricerche svoltovi da Sabin per realizzare il vaccino antipolio, e poi prof. Unisi Paolo Neri a cui ho manifestato il mio consenso e ringraziamento con tre aggettivi ( Pragmatico, culturale ed etico ) :

i vaccini non sono tutti uguali.

Covid : Codogno un anno dopo.

Questa non è un commemorazione, perché non c’e’ alcuna cosa da commemorare, se non fare delle dei bilanci che orrendamente si chiudono con migliaia di decessi.
A Codogno un anno fa, a seguito di aver trovato il paziente uno, per intervento del sindaco fu dichiarata la prima zona rossa in Italia alla stessa stregua dell’iniziativa cinese a Wuhan.
https://www.la7.it/piazzapulita/video/buckley-nyt-wuhan-e-una-citta-blindata-gli-eroi-sono-i-medici-31-01-2020-305019
Anche in Italia i medici affrontarono il covid a mani nude i primi interventi per mancanza di strumenti di protezione individuale causa il mancato aggiornamento del piano antipandemico dal 2006.

Si fa affidamento che la magistratura prenda i provvedimenti contro questi colletti bianchi colpevoli di strage che hanno voluto risparmiare oltre il dovuto sugli investimenti sulla salute.

Come la politica cerca ancora una volta di coprire errori e colpe