La strage alla stazione di Bologna 2 agosto 1980

La strage di Bologna del 2 agosto 1980 non si dimentica. Processi in 38 anni ce ne sono stati ma, se sono stati individuati gli esecutori e come tali condannati, i mandanti non sono stati individuati, come dieci anni prima per la strage a Milano, Banca dell’agricoltura, in data 12 dicembre 1969, in mezzo si colloca il 4 agosto 1974 la strage dell’Italicus: Bombe per stragi fasciste.

Il fascismo come regime finì, il re fu cacciato, con la nuova costituzione si elegge un parlamento il quale poi nomina il presidente della repubblica, ma non erano scomparsi i fascisti. Anzi a fronte di una resistenza fatta da contadini, tolti dalla scuola alla terza elementare, operai che avevano la quinta o la sesta elementare, queste persone non erano in grado di rimpiazzare, per difetto di istruzione, i fascisti impiegati nelle amministrazioni pubbliche. Per accedere ai licei, agli istituti tecnici e poi all’università occorreva aver frequentato le scuole medie, non quelle di avviamento al lavoro e per avervi accesso occorreva aver superato un esame di ammissione, con lezioni ricevute privatamente, dimostrando la conoscenza dell’analisi logica. Tutti privilegi riservati alla borghesia fascista.

Quindi, come raccontava Bartolomeo dipendente comunale a Monteroni d’Arbia, occorreva per far funzionare il comune emettere le cartelle esattoriali, per tale compito, non avendo altra alternativa, fu richiamata la persona che da tale incarico era stata epurata perché fascista. Lo stesso Bartolomeo raccontava di non aver risposto alla chiamata della leva nella repubblica sociale e nel foglio matricolare ebbe da un capitano la scritta di disertore. Quando si recò al distretto per farsi cancellare tale dicitura a comandare il distretto vi ritrovò lo stesso capitano che lo dichiarò disertore con il grado di colonnello comandante del distretto. Bartolomeo si rivolse alla magistratura e al processo non potendo presentare di aver fatto parte dei partigiani, non gli tolsero la scritta infamante sul foglio matricolare.

Il capo ufficio della biglietteria ferroviaria di Viareggio aveva fatto parte della commissione di epurazione dei fascisti dalle ferrovie. Negli anni 60 si ritrova come capo reparto commerciale il dottore epurato ma reintegrato con tanto di carriera. Fra l’altro ai tempi in cui prestavo servizio a detta biglietteria tale persona riceveva come valutazione di servizio la più bassa cioè “normale”, che se reiterata per più di tre anni consecutivi il ferroviere era passibile di licenziamento.

A guerra finita si debbono ricostruire i servizi segreti e seguendo la logica di cui sopra si tratta di conoscere chi aveva fatto parte dei servizi segreti fascisti . Chi era appartenuto all’OVRA?

“Nel 1946, sulla base di documenti esaminati da un’apposita commissione nominata dal consiglio dei ministri, fu data alle stampe una lista di confidenti dell’OVRA con esclusione dei deceduti e dei funzionari di P.S. e con diritto, per gli inclusi, di ricorrere per la cancellazione, ove ne avessero motivo, ad altra apposita commissione.”

Una domanda nasce spontanea, la magistratura ha avuto il modo di indagare se fra i funzionari di P.S. in servizio dal 1969, strage di Milano, compreso l’anno 1974 – strage treno Italicus –   al 1980, strage di Bologna, vi fossero fra i servizi segreti dei fascisti patentati come  funzionari già appartenenti all’OVRA?

Sono questi gli atti e le banche dati che il Ministro della giustizia intende digitalizzare e rendere accessibili?