Facebook e la privacy

Zuckerberg aveva 19 anni quando ideò il social networt basato sul supporto database.

Viceversa io compresi l’importanza dei database, archivi digitali da sostituire a quelli cartacei, quanto a­ndai in pensione, penultimo mese del 1991. Andai alla fiera informatica allo Smao a Milano, mi comprai un computer e mi esercitai con il programma operativo DOS a sviluppare programmi in Clipper e nella fattispecie contabilità basate sul principio della partita doppia, ovvero addebitando ed accreditando conti aperti al reddito, costi e ricavi, ai conti numerari, aventi lo scopo di misurarne ed archiviarne i valori.

Al tempo, non è che ci fossero dei software predisposti, occorreva crearli. Poi dal DOS alle finestre di Windows, ma ancora specie agli inizi mancavano servizi di contabilità che sviluppai con visual basic ed infine con msaccess per tirarne fuori le interrogazioni. Fu nel 2003, con l’entrata della legge 196, che cessai questa mia attività alla Pubblica Assistenza in funzione di volontario per le responsabilità che avrei dovuto assumere anche quando altri avessero utilizzato il programma e non fossi presente in merito ai così detti dati sensibili che riguardavano la privacy. La mia storia di volontario contabile finì e la contabilità  digitale fu affidata ad una ditta che serviva già alcune Pubbliche Assistenze in Toscana, però al costo di 5.000€ annui. Questa società di sviluppo con parte di tale cifra avrebbe potuto far fronte alle multe che L’autotità della privacy, nel frattempo instaurata, avrebbe potuto sanzionare in caso di irregolarità.

Ho voluto raccontare questa mia storia riferita ad una associazione volontaristica di poco più di 2.000 persone, che per conoscere quali dati sensibili fossero inseriti nel database avrebbero dovuto rivolgersi al Garante della privacy e questi avrebbe dovuto effettuare quei controlli sui tabulati predisposti a registrare gli accessi al computer, residenti a Monteroni d’Arbia e dintorni. Come impedire l’accesso ai dati di  Zuckerberg riferiti a due miliardi di persone sparsi in tutto il mondo? Da quello che si può comprendere dalle dichiarazione di Zuckerberg si va verso una autoregolamentazione, a differenza di quanto accadde in Italia con la legge sulla privacy.

Il mio interesse al sistema digitale è stato oggetto della mia tesi a Scienze delle Comunicazioni risalente al 2012.

­-­-